Tra le pietre perdevamo il pezzo di sapone,
quando da ragazzi andavamo a fare il bagno nel vallone.

Ormai da tempo è rovinata la via,
ed è caduta anche la vecchia masseria,
qui mio padre è nato,
e con la mamma nei terreni intorno hanno tanto lavorato.

I contadini si recavano in campagna presto al mattino,
le donne portavano nel cestello in testa il pranzo e del buon vino.

Da lontano si sentiva il profumo di un melone maturo,
così il lavoro sembrava meno duro.

D’estate quando qualcuno attraversava il vallone,
di certo veniva punto almeno da un moscone,
e, se l’acqua faceva rotolare le pietre nel ruscello d’inverno,
c’era chi costruiva con i paletti il passaggio del Palinferno.

Ora che è tutto abbandonato con i fuoristrada le gare vengono a fare,
ed i tartufi bianchi con i cani lungo il torrente vengono a cercare.


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